mino e la coperta blu

Mino arrivò nella sua nuova casa sudato e stanco: l’estate passata in provincia si diceva esser stata la più calda dell’ultimo secolo. Chissà se è vero – pensò Mino mentre apriva la porta bianca del suo nuovo appartamento. Anche qui in Germania faceva caldo, ma non così tanto da soffocare all’ombra.  In casa c’era tutto l’occorrente per la sua nuova vita da reporter inviato all’estero: il direttore lo aveva incaricato di riportare novità e altre storie della nuova Germania dei migranti. Anche lui era un…Continua a leggere “Mino e la coperta blu”

il lavoratoe di richard dehmel

Abbiamo un letto, abbiamo un figlio, moglie mia! Noi abbiamo anche un lavoro e più di tutto noi abbiamo il sole, la pioggia e il vento. E a noi manca solo una piccolezza per essere così liberi, come lo sono gli uccelli: il tempo.   Quando la domenica camminiamo tra i campi, figlio mio, e sopra le spighe in lungo e in largo vediamo sfolgorare le rondini blu, non è il modesto vestito a mancarci per essere così belli, come lo sono gli uccelli: ma…Continua a leggere “Il lavoratore (di Richard Dehmel)”

chiamami alfieri lettera coltivatore basilico

Chiamami Alfieri, non per la potenza delle parole, non per l’aristocratica rappresentazione della debolezza: chiamami Alfieri perché imprudenza e coraggio colorano le mie guance italiane battute dal turbine che sfida le Alpi, trasportando le foglie sul dorso dell’Isar tra salti di schiuma e vapore iridescente. Lettere, pastrocchi e grazie di cuore ne ho scritti a centinaia, eppure le tue parole hanno cambiato il mio aspetto: io che in terra straniera mi ritrovo ad accordare la gola barbuta ad altri racconti e motivi, che sciolgono i…Continua a leggere “Chiamami Alfieri (ovvero lettera d’amore di un coltivatore di basilico)”

il bambino cui piaceva Star Wars

Il bambino cui piaceva Star Wars guardava le anatre galleggiare, starnazzare e sindacare contro i sassi che gli lanciava. Ad ogni pietra comunicava con loro, ma loro proprio non capivano. Il tema di Star Wars suonava dal mio cellulare nel bel mezzo del mio pomeriggio domenicale. In riva al Lago di Nemi erano già le cinque e la chiamata abituale di mia madre non avrebbe tardato oltre. Il bambino, cui piaceva tanto quella strombazzata di ottoni così familiare, si spinse così lontano da avvicinarsi a…Continua a leggere “Il bambino cui piaceva Star Wars”

Dicono che la muraglia cinese sia antichissima e che molti uomini mattone su mattone l’abbiano tirata su per proteggere i propri bambini dai tartari conquistatori. Sono secoli che la muraglia è lì, ha bisogno di una rassettata, non ha più l’età per starsene in piedi senza aiuto con tutti questi ospiti e visitatori. Le ossa della muraglia cominciano a scricchiolare come quelle di una vecchia nonna che sorride sempre: gambe lunghe come il numero dei mattoni che la compongono come figli somiglianti, composta come i sogni…Continua a leggere “La muraglia riparata (ovvero il lungo viaggio di Li)”

chiedi a livio

Chiesi a Livio di parlarmi d’amore un giorno, passeggiando per il cimitero di Salisburgo tra brevi cancellate in ferro battuto e pietre fredde incise come caldo legno. Ginocchia sulla terra fredda di novembre, Livio cantava Il cielo in una stanza e strofinava i marmi con una pezza umida, spazzava foglie e salutava con un segno della croce ogni abitante addormentato delle tombe. Chiesi a Livio come avesse voglia di cantare in un cimitero. Mi rispose che c’era già abbastanza tristezza in un cimitero per non…Continua a leggere “Chiesi a Livio come fosse una corteccia di rovere della sua bella Italia”

Antonio porta il nome di suo nonno, che non ha conosciuto perché il vento lo ha portato via un settembre prima del suo primo compleanno. Nonna Lucia ha sempre tante storie da su nonno Antonio: portava lunghi baffi sopra le labbra, la sua coppola era consumata dal tempo e tutti invidiavano la sua campagna – perché perché gli alberi fanno un frutto solo ma dai suoi potevi cogliere prugne e pesche insieme. A nonno Antonio piaceva raccontare le avventure della terra e tanti erano i…Continua a leggere “Il nome di nonno Antonio e il biglietto dall’America”

sgombero piazzale spadolini diego denora

Lo sgombero di Piazzale Spadolini poteva somigliare ad una spazzata di saggina: passi e ripassi ma qualche foglia resta. L’epopea dello sgombero iniziò in inverno: sotto la pensilina sfortunata di Piazzale Spadolini cominciarono a moltiplicarsi le tende Quechua ripiegabili, alcune vuote, alcune colorate. Piazzale Spadolini sta tranquillo all’ombra di una punta della Stazione Tiburtina, che sembra un avvertimento, o un modo poco simpatico di coprire la vista riflettente della Banca più verde del mondo. Alle 8 di mattina i migranti fanno colazione come tutti, ma qualcuno gliela…Continua a leggere “Sgombero di Piazzale Spadolini: un racconto italiano”

Coccodrillo libro diego denora

Il “coccodrillo” è un necrologio scritto prima della morte della vittima, una fine annunciata: una donna svanisce nel nulla, dopo essersi cacciata in un guaio amoroso. Lui un uomo rispettabile, un giovane intellettuale, la trascinerà in una storia torbida e senza futuro. Un articolo mai pubblicato dai quotidiani, una storia che non deve essere dimenticata.

Ascolta qualche altra storia dalle rane
dopo puoi anche cacciarle con la scopa
Entra nello stagno

La ragazza piange sulle scale ed ha il telefono rotto ai piedi, piange e mi risponde appena. Chiedo se le serve aiuto ma non accenna nemmeno, affonda la testa tra le ginocchia e sembra una bambina che vuole attirare l’attenzione. Non so cosa fare, ma lascio posare la borsa del mio Frankestein sul lato del muro. Voglio andare a dormire: sono stanco. La ragazza che piange sulle scale affianco a casa mia sembra minorenne, eppure è venuta qui da sola. Le chiedo cosa posso fare…Continua a leggere “La ragazza che piange sulle scale”

Un romanzo che parte da un articolo di cronaca nera scritto e mai pubblicato: lui, un giovane intellettuale che s’invaghisce della bella fidanzata dell’amico; lei, una donna innocente perduta per sempre. Una storia di vanità e solitudine: non esiste amore che giustifichi violenza… Leggi il libro!  

Credo nei testi in trasformazione, credo nel movimento. Adoro scrivere e modificare, limare le parole e spostare le virgole.

Qui su Ai modi delle Rane non vi sono testi fissi, né ne ho lasciati sulla carta. Ogni storia vive per conto suo, cresce, si espande o semplifica.

Non voglio scrivere testi che nascano già morti, non voglio raccontare storie che non vivano. Smetti di credere al respiro delle parole e smetterai di comunicare.

La storia che racconti è sempre diversa, cambia come cambiano i dettagli che ricordi. Perché affidarsi al cristallo quando puoi scegliere la vivacità della fiamma?

Prova a scrivere di una fiamma, prova a trasformare una fiamma in parole: ti ci vorrà una storia, una frase proprio non basta!

Sono giorni che leggo di politici politicanti politologi, che vedono nelreferendum del 4 dicembre la morte della Seconda Repubblica. Credibile. Ma quante volte muore ‘sta Seconda Repubblica? Somiglia quasi al fegato di Prometeo: l’aquila è il cumulo degli appalti improvvisati, Consip, la casa a Montecarlo e le banche del giglio magico. Muore la Seconda Repubblica e Davigo parla con i 5 Stelle. Il mondo che va alla rovescia insomma. O forse sono io che leggo il giornale al contrario? Alla Seconda Repubblica è mancata una Jo…Continua a leggere “L’infinita morte della Seconda Repubblica”

Ho nostalgia di quei libri romantici e ottocenteschi, sembrano sogni, eppure puoi sfogliarli con i polpastrelli. Sembrava davvero un mondo senza confini: le porte non erano che inizi, la via della seta non ci interessava ed i boeri non avevano ancora iniziato la loro piccola migrazione. Tanto piccola da distruggere popoli di otto e tanti otto. Ma nessuna riflessione letteraria vale la rima che accidentalmente stavo creando. La verità è che manca la Cina maoista, il genocidio degli Armeni e la più famosa Shoa; mancano…Continua a leggere “Il segnalibro fermo a pagina dieci”

Il “coccodrillo” è un necrologio scritto prima della morte della vittima, una fine annunciata: una donna svanisce nel nulla, dopo essersi cacciata in un guaio amoroso. Lui un uomo rispettabile, un giovane intellettuale, la trascinerà in una storia torbida e senza futuro. Un articolo mai pubblicato dai quotidiani, una storia che non deve essere dimenticata. Leggi il libro!  

Restarono minuti interi, centinaia di attimi stretti uno all’altra, fregandosi la schiena come gesto di sostegno morale. L’infelicità nel cuore di Julien svanì, e allora si misero a scambiare domande. – Christine, mi hai perdonato? – Sì, sì, non temere. E tu mi perdoni d’averti offeso. – Non mi hai offeso, hai solo rischiarato dei brutti ricordi, non devi scusarti. Piuttosto dimmi… hai avuto altri uomini in questi due mesi?- domandò Julien, seduto ad una sedia, mentre Christine terminava di cucire una veste. – No,…Continua a leggere “Minuti interi stretti uno all’altra”

Proseguiva fiero, a testa alta, la gente si scostava quando egli passava, si frappose un carro in mezzo alla strada, era vuoto, una ruota s’era divisa in due per l’umidità. Albert non rallentò, quando si trovò nei pressi di sbatterci, poggiò la mano sulle protezioni del carro, spinse, saltò su, e con la stessa agilità scese, per ritrovarsi al centro della piazza ove abitava Christine. Vide due case in evidenza, una era sfarzosa e ben tenuta, l’altra crollava in briciole, si sosteneva per pura magia….Continua a leggere “Proseguiva fiero per cercare me”

Albert si sentì destare con un bacio, aprì gli occhi e vide la ragazza, coi dorati e lunghi capelli, gli occhi color del cielo all’alba, il sorriso raggiante d’allegria. La ragazza era vestita meglio, aveva le scarpe, un vestito verde, e i capelli legati in una treccia. Si sedette accanto all’uomo e chiese: – Sono qui, come vi avevo promesso. – Ah… sì, sdraiatevi, indosso qualcosa di decente. – No, non muovetevi, andate bene così!- Albert era in veste da notte, una camicia. Ci fu…Continua a leggere “E lei scappò via piangendo”

– Mi… mi spiace… è stato un istinto… non accadrà più, signore. – Sbagliate, accadrà di nuovo. – E quando?- Albert accarezzò le guance della ragazza, s’avvicinò sorridendo e sussurrò: – Ora. Albert smise di provare amarezza e rancore, la rabbia, l’ira, l’odio provato, svanì come se fossero state lavate dalle sue labbra, e il suo cuore ricominciò a battere intensamente per Christine, che nel momento, s’immerse nella passione che provava, strinse l’uomo, e i loro baci si fecero così intensi, repentini, che caddero dall’albero,…Continua a leggere “Non accadrà più, lo prometto”

– Che ci fate nelle mie terre? – La terra di tutti, signore. Non è giusto che un solo uomo abbia tanto, è ingiusto! – Non siete voi a decidere cosa sia giusto oppure no…- Albert omise l’irriverenza della giovane donna, avvertiva il bisogno di rilassarsi un momento. – No, in ogni modo non è leale! – Rispetto a chi? – Rispetto a noi poveri! Anche noi abbiamo diritto a possedere qualcosa! – E’ così, ragazza. Io non ho altro che questo castello. Siete troppo…Continua a leggere “Che ci fate nelle mie terre (Parte IV)”

« Aurelio… perché sei qui?» Aurelio, colmo di rancore, di rabbia, di violenza, colpì l’esanime corpo della compagna, che stramazzò sul letto. Lui prese a gridare, ad offendere pesantemente, iniziò a distruggere la camera, gli specchi, i mobili, i vetri della finestra. Flavia pianse, s’alzò nuovamente, si gettò alle braccia del ragazzo, e Aurelio, distrutto, l’accompagnò. Trascorsero ore tra le lagrime, i due si sdraiarono vicini, colti da una foga irrefrenabile senza motivo, un desiderio immorale, si dedicarono a giorni di febbrili sollazzi carnali, spinti…Continua a leggere “Perché sei qui?”

Rimaniamo ore e ore in quello stato di pace celestiale, avvolti dall’aura quieta e dolce della casa. Mia moglie si mostra inesauribile, cambia posizione varie volte, giunge alla conclusione sdraiata, a ventre per aria; io, che sono costretto a sedermi ad un angolo per via della smania di spazio che l’affliggeva da ore, gl’accarezzo i dorsi, solletico le piante, giocherello affettuosamente coi suoi lunghi piedi nudi. Spesso interrompe la narrazione per ridere e infastidirmi, ma subito riprende, incalzata dal furore, da una voglia sfrenata di…Continua a leggere “Pace celestiale (Parte III)”

– Hai trovato pace anima errante? – Sì. – Livia, non ti ho permesso di farlo… – Ebbene? Ne ho tutto il diritto, comando io qui! Ora coccolami e taci, o ti spedisco a letto senza cena! – Come potresti? Cucino io! – Dettagli amore mio, sono solo dettagli!- dichiara con superiorità Livia. Io le bacio la testa e inizio a bagnargli i capelli, insaponandogli le spalle, la schiena, le braccia, il petto, i fianchi. Livia, abbattuta dall’estasi della dolcezza, socchiude gli occhi, lascia rilassare…Continua a leggere “Hai trovato pace anima errante?”

– L’ hai trovata? – No. – Se torna la faccio venire da te, ora va a casa, sono le dieci passate. Risponde il fratello di Livia. Io, preoccupato per la sua scomparsa, infuriato per la tranquillità con cui rispondeva l’altro, urlo: – Tua sorella non torna a casa e tu sei così tranquillo? – Sta calmo, tornerà, quando a fame torna. – Ma come parli? Idiota! Che vuol dire? Non sei preoccupato? – per la rabbia lo sollevo per i baveri, lui ribatte: –…Continua a leggere “Ora va a casa, sono le dici passate”

Parte seconda – Svegliati, forza. Non vorrai mica fare tardi… – Che giorno è? – Tredici. – Di che anno? – Non fare lo stupido, va a lavarti che è già tardi! – Ho capito… – or ora avverto la stanchezza della notte alla penna. Non riesco eppure ad alzarmi, tolgo lentamente i piumoni, la coperta, il lenzuolo, e m’osservo le punte dei piedi, adagiando il mento sui ginocchi ispidi. Resto un attimo a riflettere, penso a ciò che ho fatto, medito ancora, mi alzo,…Continua a leggere “Svegliati forza (Parte II)”

Adesso, invece, la bramosia di sapere gli era tornata in corpo, ma preferì aspettare, cedendo ogni tanto delle anticipazioni. Lui s’insospettì, e a soli tre giorni reali, per loro settimane, col sorriso chiese a Silvia se aveva qualcosa di cui parlare. Lei gli rivelò ogni pensiero, ogni questione, ogni tormento, e Aurelio rimase silenzioso ad ascoltare, sorridendo qualora lei cercasse un sorriso, baciandola, quando non aveva la forza per continuare ad opprimerlo. Fu molto colpita, Silvia, della tranquillità di Aurelio, e fino a che non…Continua a leggere “Adesso, invece, la bramosia”

Giunsero fuori città, presero a passeggiare per un sentiero, inoltrandosi nei prati. Le sottili e affilate lame dell’erba, solleticavano i piedi nudi dei ragazzi, che continuavano instancabilmente a giocare. Alla fine, stanchi e affamati, si sdraiarono sul manto morbido e freddo; si strinsero le mani, avvertirono il gelo del giuramento all’altare, e la ragazza, rimuginando quei momenti, sospirò e rise. Aurelio parve sbigottito, la sua risata, appariva più luminosa del sole, vederla nel sorriso, lo confortava, sperava che quel brutto periodo fosse sepolto sotto un…Continua a leggere “Fuori città un sentiero”

Aurelio prese ad agitarsi ancora, invocando Dio di rendere un uomo fortunato, rimasto tante volte vittima della propria disgrazia. Si sedette accidentalmente su una panchina, prese a pensare a un dettaglio fondamentale: « Tanto tempo abbiamo avuto, e mai abbiamo pensato ad un nome per la creatura! Che sciocchi! Non ebbe dubbi che il piccolo si sarebbe chiamato come sua madre, qualora fosse stata femmina, in altro modo avrebbe deciso Silvia, così si recò a casa, intenzionato a vedere sua moglie e il figlio. Per…Continua a leggere “Invocando Dio”

Un dì Aurelio aveva portato la ragazza dal suo amico Stefano, dichiarando che tra loro era nata quella complicità primordiale da cui ogni spasimo avrebbe avuto inizio. La famiglia di Stefano, saputa la notizia, intese che Aurelio aveva ritrovato la serenità e la felicità, e giustamente, egoisti com’erano, lo bandirono dai loro discorsi. Lui lo seppe e ringraziò il cielo, conosceva molto bene i seri problemi che l’affliggevano, cercando in ogni modo di svigorirgli l’esistenza. Ebbero la buon’idea di recarsi agli uffici comunali, e tramite…Continua a leggere “Avrei voluto sposarti, ma tu lo hai già fatto”

Aurelio camminò per la strada della sera prima, giunse fino al bivio e s’incamminò per la via dove aveva svoltato l’amico. Si fermò davanti ad un palazzo decadente, passò davanti alla guardiola vuota, salì i numerosi scalini e giunse ad un appartamento. Bussò con le nocche, la porta si aprì lentamente, mostrando una giovane donna bionda, piacevole di aspetto, vestita di una camicia da notte celeste che le arrivava alle caviglie, era scalza, e dallo sguardo assonnato, gli occhi semichiusi. « Buon giorno, disturbo? »…Continua a leggere “Per la strada della sera prima”

« Ancora non so il tuo nome… « Ci tieni a saperlo? « Sì. « Mi chiamo… non te lo dico! Dovrai cavarmi le parole di bocca! « Arpia! » Aurelio la lasciò, si alzò in piedi e gli lanciò in faccia la camicia, attese un momento, la ragazza rise, lui disse: « Resta pure quanto vuoi, a me non dispiace. L’importante è che tu mi dica il tuo nome, e poi, ricordati di non lasciare che il fuoco si spenga. « Silvia. D’accordo. «…Continua a leggere “Il tuo nome va bene”

La sera passata non aveva scorto bene il viso del salvatore, anche perché non gli importava in che modo la volesse aiutare, o volesse approfittare del suo corpo, per lei era importante scampare al gelo, evadere dal pungente freddo, avrebbe sopportato di essere violentata cento volte, che restare al freddo ancora un istante. Alla luce, al lieve calore del mezzogiorno, l’idea di farsi stuprare per provare colore gli parve immorale, insensata, ripugnante, tanto che s’alzò in piedi, si scrollò di dosso le braccia del ragazzo,…Continua a leggere “Il viso del salvatore, la sera passata”

« Ehi, che ti prende? « Niente… « C’è qualcosa che devi dirmi? Mi sembri nervoso… » « No! » I due interlocutori troncarono il discorso, proseguirono fino al termine della strada. Una via costeggiata da palazzi decadenti, punteggiata e devastata dalla desolazione, a tratti invasa dall’etera morta, bruciata dal gelo. Il freddo intenso aveva raso al suolo campagne, prati, giardini, alberi, persino i muschi, avevano perso il loro fresco verde acceso, ed ora giacevano dilaniati, dall’una e dall’altra parte della lamina di ghiaccio affilatissima,…Continua a leggere “I due”

Commentare una poesia è sentirsi un po’ parte di lei e del suo intimo contenuto ed Arte Poetica non poteva essere altrimenti, queste due parole coincidono perfettamente e non occorre leggere più di due versi: il testo ci piomba addosso con una continua contrapposizione tra ombra e spazio. È veramente tra ombra e spazio che giostra il respiro del componimento: pensiamo alle continue allusioni al dolore, alla malinconia, ai fantasmi; ombre che riemergono dagli oggetti della nostra quotidianità come per ferirlo o per rievocare altro dolore,…Continua a leggere “L’Arte Poetica di Pablo Neruda da “Residencia en la Tierra” 1925-1931”

Il #governo invece di appoggiarsi su di noi, su noi che lavoriamo la terra per il bene di tutti, appoggia il margine di #profitto.

Per avere la terra mio nonno s’è battuto con gli indiani, mio padre s’è battuto coi serpenti, a noilatri ci toccherà batterci contro le #banche, che son peggio degli indiani e dei serpenti.

L’uomo è un animale capace di qualunque contraddizione: il grand’uomo ha di solito debolezze che seguono la moda.

Se far #sillogismi fosse cosa comune all’uomo, non si avrebbe bisogno di tanto apparato di #precetti per acquistare codesta #facoltà.

Lodiamo quei modelli che ci sentiamo capaci di imitare e di superare, perché vorremmo riporci col tempo al loro posto.

L’energico maestro del nostro #illuminismo Alessandro Verri. La linearità e #purezza della #ragione non hanno confini temporali: oggi sanno stupire come ieri, fare chiarezza come noi non sappiamo più fare. Questa è grande letteratura, questa è la letteratura dei grandi #italiani!

Un’opera magnifica questa Enciclopedia delle Mafie di Iadeluca: ho avuto l’onore di partecipare ad un Convegno a Tivoli, nel Convitto Nazionale e vi erano più bambini che adulti. Giusto così! L’educazione civile va trasmessa subito, non occorre capire, basta ascoltare! Prima o poi le parole torneranno alla mente e lì si saprà capire. Davvero un buona iniziativa per una paese così piccolo, non credete? Attendiamone altre!