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Il segnalibro fermo a pagina dieci

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Ho nostalgia di quei libri romantici e ottocenteschi, sembrano sogni, eppure puoi sfogliarli con i polpastrelli. Sembrava davvero un mondo senza confini: le porte non erano che inizi, la via della seta non ci interessava ed i boeri non avevano ancora iniziato la loro piccola migrazione. Tanto piccola da distruggere popoli di otto e tanti otto. Ma nessuna riflessione letteraria vale la rima che accidentalmente stavo creando.

La verità è che manca la Cina maoista, il genocidio degli Armeni e la più famosa Shoa; mancano le guerre coreane e sinogiapponesi, manca l’attentato di Sarajevo, manca Balfour e la paura per le api di Einstein.

Ho amato molti libri che parlavano di pastrani, anime morte e dolci samovar, ma non si sente l’odore dei diamanti insaguinati e la Costa d’Oro non ha ancora cambiato nome. La mia passione è civile, ma nei Colli Euganei si respirava altrettanta.

Non si giudica un libro dalla copertina, neanche dal suo progresso nei secoli, ma avevo bisogno di giustificarmi. Giustificare il segnalibro sui demoni di Pietroburgo, fermo a pagina dieci da almeno due lustri.

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